l’ARATRO di Proditerra

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In Primo Piano questa settimana:

Il Patrimonio alimentare Siciliano:
tra Prodotti tipici, Dieta Mediterranea, Salute alimentare e Innovazione Sociale

Intervista a Francesca Cerami, Segretario generale dell'Istituto per la Promozione e la Valorizzazione della Dieta del Mediterraneo, sulle tematiche correlate con la conoscenza, la valorizzazione e l'innovazione nella comunicazione del ricco Patrimonio di Prodotti e Eccellenze regionali siciliani, sulla Dieta Mediterranea e sui progetti pubblico/privati nei quali l'I.Di.Med. è impegnato

L'ARATRO di Proditerra, il nuovo angolo degli approfondimenti tematici del Progetto Proditerra dedicati ai Prodotti agro-alimentari e alle Identità culturali dei Territori della Sicilia

"ARATRO": A come approfondimenti, R come ricerche, A come ambienti, T come territori, R come ruralità, O come opportunità

Nella Cultura rurale l'aratro come strumento fondamentale e anche come simbolo, è ricorso nei millenni più remoti, nei secoli della storia umana e ancora oggi, naturalmente, ricorre nella quotidianità del lavoro, nei paesaggi rurali di tutto il modo (la nostra immagine di testata è stata ripresa in un pomeriggio autunnale a Santa Margherita di Belìce, AG), nelle immagini, nella pittura (in Arature del Maestro Gianbecchina, ad esempio), nei testi antichi (degli agronomi Catone, Columella, Varrone, ad esempio), nella letteratura (chi non rammenta le scolastiche memorie di "...come l'aratro in mezzo alla maggese", in Lavandare di Giovanni Pascoli ?), nelle cronache, nel cinema (ad esempio, pur come elemento "assente", nella scena de "La Bellezza del Somaro" in cui l'animale placidamente al pascolo non oltrepassa il "confine" aperto, e simbolico appunto, tra la maggese e il campo arato), e in tanti altri contesti della cultura e della comunicazione contemporanea.

Nella cultura e nella mitopoietica etrusca, ad esempio, un imprecisabile aratro di un imprecisabile contadino segna in un anno imprecisabile un imprecisabile solco in un imprecisabile campo di Tarquinia (questo, sì, unico elemento precisato nel mito; il "marketing campanilistico", notoriamente, era forte già allora...), e dall'incisione esce magicamente Tagete, il giovane-vecchio e saggio demone che dona al popolo etrusco i precetti dell'aruspicina e buona parte dei contenuti raccolti nei "sacri libri", ancora conservati a Roma all'epoca dell'imperatore Claudio. Un dono, dunque, di conoscenze.

Anche l'archeologia deve molto spesso tutta o gran parte delle sue fortune scientifiche a scoperte avvenute più o meno fortuitamente a seguito di arature. E' ben nota, in tal senso, l'esponenziale crescita di identificazioni e documentazioni di "nuovi" siti archeologici proprio a seguire la progressiva, incalzante stagione di espansione dell'agricoltura meccanizzata agevolata dalla Riforma agraria degli anni Cinquanta del secolo appena trascorso, in tutta Italia, Europa e nel mondo "occidentale".

Così gli aratri, in tutto il mondo, e così nelle terre della Sicilia continuano ad aprire, stagione dopo stagione, raccolto dopo raccolto, nuovi solchi di sapere e conoscenza che vanno ad arricchire il patrimonio culturale e il capitale sociale, oltreché il patrimonio alimentare dei differenti territori rurali e delle aree insediative e delle comunità urbane che intorno a essi, e grazie a essi, si sostengono e possono esistere.

E poi l'aratro è, per natura propria e per convenzione, il simbolo migliore per iconizzare il senso dell'approfondimento e del ritornare sui propri passi, pur sempre un poco più in là, per poter completare pazientemente, con tutto il tempo necessario, una trama di riflessioni che portano poi a nuove semine e nuovi raccolti, metaforici e non che essi siano.

Così come, sempre nell'antichità, era diffuso uno stile di scrittura detto "bustrofèdico" dal greco βουστροϕηδόν, avverbio composto di βοῦς «bue» e στρέϕω «volgere»: appunto, l'andirivieni dell'aratro sul campo da coltivare, il rifinire il proprio lavoro avanti e indietro. Qualcosa di simile a quel "circolo ermeneutico" che nell'Ottocento ha visto poi la sua concettualizzazione.

Nel nostro "piccolo", come Progetto Proditerra, abbiamo dunque immaginato di poter partire da questo simbolo visuale dell'aratro, pur preso in una delle sue forme più attuali e poderose, certamente, per attivare una nuova sezione di contenuti di carattere culturale e anche socio-economico, veicolati dalla forma digitale e, sperabilmente, facilmente accessibili per un pubblico di fruitori e lettori più ampio possibile.

Nascono così i contributi che progressivamente andremo a pubblicare in questa nuova sezione di dati, informazioni e conoscenze, appunto l'ARATRO:

  • A come approfondimenti,

  • R come ricerche,

  • A come ambienti,

  • T come territori,

  • R come ruralità,

  • O come opportunità.

Per chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, non ci resta che dire che contiamo sulla collaborazione e il sostegno di tutti gli Amici e di tutti i fruitori del sito web del Progetto Proditerra, per poterci orientare più opportunamente nella scelta degli argomenti di approfondimento periodico e dei casi studio, delle forme e dei media più utili al caso, e del linguaggio più valido e accessibile per contribuire ad ampliare l'interesse e richiamare l'attenzione dei molti utenti della Rete, effettivi e potenziali, sulle realtà rurali, produttiveagroalimentari e socio-culturali, e sulle tematiche connesse, che anche il Progetto Proditerra sta attraversando in questi anni.

Segnalateci ogni vostra idea, impressione, consiglio, proposta, progetto, luogo, produttore agroalimentare, tipicità ed eccellenza alimentare, ricerca scientifica, ricerca sociale, e ogni altra utile suggestione, all'indirizzo email dell'Associazione Me.R.I.D.I.E.S.: meridies.associazione@gmail.com oppure via:

Grazie Mille, Buona lettura e visione.

Il Gruppo di lavoro del Progetto Proditerra - Associazione Me.R.I.D.I.E.S. - Bagheria (PA)
Credits
Questa sezione informativa e di approfondimento del Progetto Proditerra, e i suoi contenuti prodotti dal Gruppo di lavoro del progetto sono pubblicati e distribuiti (anche tramite syndication web) dall'Associazione Me.R.I.D.I.E.S. - Bagheria (PA), sempre concordemente all'autorizzazione rilasciata ad hoc da esperti, produttori, referenti di soggetti pubblici e soggetti privati, a vario titolo intervistati dal Gruppo di lavoro Proditerra, in forma audio-video e/o di solo testo scritto.
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